Lezione 1 - ROMA - lunedì 25 maggio 2009
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» L’Europa, il capitalismo di mercato e la crisi economica
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L'Europa, il capitalismo di mercato e la crisi economica
Lezione 1
Questa Lezione d’Europa tratterà il grande tema dell’integrazione economica a livello europeo, che include, tra l'altro, l'apertura dei mercati tramite l'armonizzazione delle regolamentazioni nazionali, lo sviluppo degli scambi commerciali, la stabilità monetaria e la moneta unica, nonchè i tentativi di coordinare le politiche economiche e tributarie degli Stati membri. A spiegare questo spinoso argomento, spesso piuttosto ostico per il grande pubblico, sarà Mario Monti, economista e saggista, che è stato anche membro della Commissione Europea dal 1995 al 2004.
La sua relazione, dal titolo “L’Europa, il capitalismo di mercato e la crisi economica” si occuperà dell’evoluzione dell’integrazione economica europea, i successi ottenuti fino a oggi, così come le insufficienze e i rischi di involuzione purtroppo sempre presenti.
Mario Monti metterà in luce l’importanza di definire una strategia comune a livello europeo per arginare la crisi dell’economia di mercato, causata dalla globalizzazione incontrollata, valorizzando i vantaggi del modello economico europeo, cioè dell’economia sociale di mercato. Questo comporta consolidare l’integrazione europea e migliorare il funzionamento del mercato, garantendo al contempo solidarietà ed equità nella distribuzione delle risorse. Il coordinamento della politica fiscale che moderi la competizione fiscale dannosa, è condizione per far fronte al rischio di una progressiva eliminazione della sovranità pubblica e del bilancio pubblico a favore dei mercati.
Elemento distintivo di questa Lezione sarà la presenza di docenti di alcune delle più prestigiose facoltà italiane, che parteciperanno all’evento via web con i loro studenti. Saranno oltre 1.000 i giovani coinvolti nell’evento: partecipazione che offre estrema rilevanza all’intera iniziativa, rendendola un appuntamento unico e di grande interesse nel panorama universitario e mediatico nazionale.
Hanno già aderito docenti e alunni di:
• Università di Trento
• Università di Torino
• Cattedra di Politica Economica Europea, Undergraduate School, Università Bocconi
• Università La Sapienza - Roma
• Università Roma Tre
• Università degli Studi di Perugia (Facoltà di Scienze politiche, Centro di Documentazione della UE a Perugia e Associazioni Europei)
• Università di Pavia
• Università di Genova
• Università di Catania
• Università di Palermo
• Istituto Leone XIII - Milano - Liceo classico e scientifico
I ragazzi, alla luce di un percorso formativo di avvicinamento, formuleranno quesiti e avvieranno con il relatore un dibattito ad hoc sui temi trattati.
Alla luce di tale percorso formativo, in questa sezione è stata inserita una ricca documentazione specialistica. I materiali sono consultabili in base agli ambiti tematici, cui le docenze e gli studenti possono fare riferimento in vista della Lezione. La partecipazione all’evento, quindi, sarà diretta ma anche tramite il web: sono infatti previsti interventi da parte del pubblico collegato in rete, le cui domande verranno proiettate in tempo reale in sala.
Relatore
Mario Monti
Mario Monti è nato a Varese nel 1943: è un economista ed è stato due volte Commissario Europeo.
Presidente dell’Università Bocconi di Milano (dal 1994), è presidente onorario (da giugno ‘08) di BRUEGEL, il think-tank europeo con sede a Bruxelles, sostenuto da 16 governi europei e da una ventina di imprese globali, che ha fondato e del quale è stato il primo presidente. È inoltre membro della “Commission pour la libération de la croissance française”, istituita dal presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy e presieduta da Jacques Attali (dall’agosto 2007).
È coordinatore, nominato dall’UE nel settembre ‘07, del progetto transeuropeo di interconnessione elettrica tra Francia e Spagna, bloccato da oltre vent’anni. La sua mediazione tra i due governi e con le popolazioni locali ha consentito ai due Stati di raggiungere l’accordo, sottoscritto a Zaragoza il 27 giugno 2008 dal presidente del governo José Luis Rodriguez Zapatero e dal Primo Ministro François Fillon.
È attivamente impegnato nei dibattiti sugli aspetti politici, economici, culturali e civili della costruzione europea nel quadro della globalizzazione. Esercita tale attività con frequenti interventi sulla stampa internazionale (collabora, tra l’altro, al «Corriere della Sera» e a «Le Figaro») e in convegni (è membro, tra l’altro, della Trilateral Commission e dell’Aspen Institute Italia).
Anche per potersi dedicare alla promozione della costruzione europea, Mario Monti non partecipa alla vita politica attiva e non fa parte di consigli di amministrazione di aziende. Viene peraltro consultato da governi, come nei casi sopra ricordati della Francia e della Spagna o, recentemente, della Repubblica Ceca per la preparazione del governo all’esercizio della presidenza dell’Unione Europea nel primo semestre del 2009, o ancora, tramite l’American Bar Association, per formulare raccomandazioni in materia di antitrust al futuro Presidente degli Stati Uniti, e da imprese, in particolare americane, quali Goldman Sachs o The Coca-Cola Company.
Scarica il Curriculum Vitae completo
Conduttore
Carlo Bastasin
Carlo Bastasin giornalista, è editorialista del «Sole 24 Ore». Tra il 1999 e il 2005 è stato vicedirettore del quotidiano «La Stampa». In precedenza è stato per dieci anni corrispondente dalla Germania per il «Sole 24 Ore». Economista di formazione è autore di numerosi libri e saggi sui temi dell'Europa e dei rapporti tra politica ed economia.
Sede
Aula Convegni del CNR
Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche è Ente pubblico nazionale con il compito di promuovere e coordinare attività di ricerca, finalizzate all'ampliamento delle conoscenze nei principali settori di sviluppo, individuati nel quadro della cooperazione ed integrazione europea e della collaborazione con le università. Il CNR svolge attività di comunicazione e promozione della ricerca, curando la diffusione dei relativi risultati economici e sociali all'interno del Paese.
Il CNR è presente in tutta Italia attraverso una rete di istituti, al fine di favorire una diffusione capillare delle proprie competenze su tutto il territorio nazionale ed agevolare i contatti e le collaborazioni con enti e industrie locali.
L'aula convegni del CNR si trova in Piazzale Aldo Moro 7, in prossimità dell’Università degli Studi La Sapienza.
È facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.
• Autobus da Termini: 310, 492, 649
• Autobus da Tiburtina: 71, 492, 649
• MM A e MMB dalla stazione Termini
• MMB dalla stazione Tiburtina
Tel.: +39.06.44702207
Sito Internet: www.cnr.it
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DVD sulla revisione del Mercato Unico - 20 novembre 2007
Approfondimenti
Specialistici:
» La Crisi: perchè e come affrontarla
Articolo di Mario Monti pubblicato dal “Financial Times” il 6 aprile 2009
Come salvare l’economia di mercato in Europa
Se l’economia mondiale è in crisi, l’economia di mercato lo è ancor di più. Essa è infatti
percepita come ingiusta, perché ha generato diseguaglianze inaccettabili, e come inefficiente,
perché ha attirato considerevoli risorse verso attività finanziarie il cui contributo all’economia è
discutibile. Eppure il mondo ha bisogno di un’economia di mercato integrata, condizione
necessaria, seppure non sufficiente, per la crescita e il benessere.
I Paesi del G20 si sono concentrati sui piani di rilancio e sulla regolamentazione finanziaria.
Ma questo è soltanto un primo passo per ristabilire la credibilità dell’economia di mercato e
tenere a freno il nazionalismo economico, seme della disintegrazione.
La prova decisiva per le economie di mercato, forse anche per le democrazie, consisterà nella
loro capacità di fare fronte alle crescenti diseguaglianze, anche all’interno dei singoli Paesi,
causate da una globalizzazione non governata e aggravate dalla crisi. Ciò richiede due
sviluppi: ottenere il meglio da modelli economici in competizione tra loro e consolidare
l’integrazione dei mercati moderando la concorrenza fiscale. Mentre è stato avviato il lavoro
necessario per conseguire il primo obiettivo, il secondo finora non figura neanche in agenda.
La crisi sta conducendo i Paesi che abbracciano il modello anglosassone, come gli Stati Uniti,
il Regno Unito e l’Irlanda, a riconsiderarne alcune caratteristiche. Questi Paesi si chiedono se
non abbiano fatto troppo affidamento sui meccanismi di mercato e troppo poco sulla
regolamentazione, se non abbiano fatto crescere eccessivamente il loro settore finanziario a
scapito di quello manifatturiero e se abbiano dedicato sufficiente attenzione alle
diseguaglianze e ai sistemi di welfare.
Questi Paesi, come anche la Cina, guardano adesso con maggior rispetto ad alcuni Paesi
europei, come la Germania e la Francia, che hanno a lungo seguito modelli di economia
sociale di mercato. I Paesi anglosassoni non dovrebbero sentirsi in imbarazzo per la loro
parziale conversione. E i Paesi a economia sociale di mercato non dovrebbero inorgoglirsi
troppo per la “rivincita” che si stanno prendendo. Dopo tutto, nel decennio precedente, furono
essi a doversi muovere nella direzione anglosassone, introducendo riforme economiche per
accrescere la competitività. Ed è necessario che continuino a farlo.
Questa convergenza dei modelli economici nazionali verso un punto mediano offre alla
comunità internazionale una inaspettata opportunità politica. Per quanto sembri essere
sfuggito all’attenzione dei responsabili politici, quest’opportunità consentirebbe all’Unione
europea e al G20 di affrontare le crescenti sfide sociali salvaguardando nel contempo
l’integrazione.
Nell’UE ciascuno dei due gruppi di Paesi ha una sua preoccupazione principale. I Paesi
anglosassoni e i nuovi Stati membri sono giustamente irritati con i Paesi a economia sociale di
mercato – soprattutto con la Francia ma anche con la Germania e altri – perché questi ultimi
sono sempre più insofferenti verso le regole esistenti del mercato unico (comprese quelle in
materia di concorrenza e aiuti di Stato), per non parlare dell’ulteriore sviluppo di tale mercato.
I Paesi a economia sociale di mercato lamentano, anch’essi a ragione, che l’opposizione dei
Paesi anglosassoni e dei nuovi Stati membri a qualsiasi forma di coordinamento della fiscalità
rende più difficile raggiungere gli obiettivi sociali attraverso la politica di bilancio. I gettiti fiscali,
ridotti a causa della concorrenza fiscale, spesso non permettono il finanziamento di programmi
sociali. Inoltre, le basi imponibili mobili – il capitale, le società, e i professionisti altamente
qualificati – tendono a spostarsi verso i Paesi con regimi fiscali favorevoli, determinando in tal
modo una corsa all’abbassamento delle aliquote d’imposta. Invece il lavoro, essendo meno
mobile, sopporta un carico fiscale crescente.
Per evitare frustrazioni in entrambi i gruppi di Paesi, e il conseguente risentimento contro “l’Europa” in generale e il mercato unico in particolare, l’UE dovrebbe cogliere l’occasione per
promuovere un compromesso. La Commissione dovrebbe anzitutto mettere il Consiglio, il
Parlamento europeo e l’opinione pubblica di fronte ad una valutazione realistica – vale a dire
piuttosto preoccupante – delle conseguenze che l’avanzare del nazionalismo economico
potrebbe avere sull’integrazione europea. Dovrebbe quindi proporre un patto strategico che
comprenda due elementi.
Il primo elemento dovrebbe consistere in un impegno rinnovato e vincolante sul mercato unico,
in particolare adottando meccanismi rafforzati per assicurare il rispetto delle sue regole e
prendendo iniziative per realizzarlo, entro termini ben precisi, nei settori in cui fa ancora difetto.
Il secondo elemento dovrebbe consistere in limitate misure di coordinamento dirette non già a
realizzare un’armonizzazione fiscale completa (la quale non è né attuabile né necessaria),
bensì a permettere agli Stati membri di conservare la loro sovranità fiscale cooperando su
alcune parti di essa. Se invece preferiranno difendere individualmente il principio della
sovranità fiscale, gli Stati assisteranno ad una continua erosione de facto della loro sovranità
nominale a seguito di una incontrollata concorrenza fiscale.
I Paesi anglosassoni e i nuovi Stati membri farebbero un’apertura in materia di coordinamento
fiscale (di cui potrebbero comunque aver bisogno, ora che intendono dare più al welfare), ma
metterebbero al sicuro il futuro del mercato unico. I Paesi a economia sociale di mercato
dovrebbero sottostare alle regole di un effettivo mercato unico, ma avrebbero più ampi margini
per perseguire gli obiettivi sociali senza dover contravvenire alle regole di mercato. Entrambi i
gruppi si avvicinerebbero ai Paesi nordici, che combinano il mercato e la dimensione sociale in
modo più efficace. Infine, il patto darebbe nuovo vigore al vacillante progetto europeo.
L’UE dovrebbe promuovere il coordinamento fiscale in seno al G8 e al G20. Il giro di vite su
alcuni paradisi fiscali, appena deciso dal G20, è importante. Ma esso mira soltanto a
combattere l’evasione fiscale, mentre l’elusione fiscale continua su vasta scala e in modo
legale, in quanto la maggior parte degli Stati si fanno reciprocamente una concorrenza fiscale
senza limiti. L’obiettivo di una globalizzazione governata e basata sul mercato non può essere
raggiunto se la sovranità fiscale dei governi è sempre più erosa dal mercato. Per conseguire i
loro obiettivi sociali, i governi devono poter fare un uso efficace dei loro bilanci; in caso
contrario, essi faranno abuso del mercato.
(Traduzione di Giuseppe Manganaro)
L’autore è presidente dell’Università Bocconi ed è stato commissario europeo per il
mercato unico, la politica fiscale e la concorrenza.
Bruegel Reshaping Economy 030409 (download)
McCreavy SPEECH March 09 (download)
Single Market review (download)
Stimolare la ripesa (download)
Parlamento europeo - dibattito G20 (download)
Parlamento europeo - Nuove norme per evitare future crisi (download)
» Consiglio Europeo 19 - 20 marzo 2009
Conclusioni Consiglio europeo 19-20 marzo 09 (download)
Consiglio ECOFIN 10 02 09 (download)
Contributo della commissione al consiglio europeo 19-20 marzo '09 (download)
» G20 Londra - 2 aprile 2009
FINAL Annex on Action Plan (download)
G20 allegato 1 (download)
G20 allegato 2 (download)
G20 comunicato finale 2 aprile 09 EN (download)
G20 Le misure anticrisi conformi alle posizioni UE (download)
Presidency paper financial crisis developing (download)
Risoluzione PE sul G20 di Londra
» Aspetti Macroeconomici
Politiche macroeconomiche coerenti
Per realizzare appieno le proprie potenzialità economiche, l’Europa ha bisogno di politiche
macroeconomiche sane, finalizzate a garantire un ambiente economico stabile e a ridurre il rischio di cicli
altalenanti dall’effetto distruttivo.
La flessibilità del mercato del lavoro e industrie capaci di cogliere rapidamente le opportunità offerte dalla
globalizzazione sono elementi indispensabili per consentire all’UE di promuovere livelli adeguati di
risparmi e investimenti e imboccare la via che porta a una crescita non inflazionistica e a un tasso
d’occupazione elevato. L’UE è anche chiamata ad affrontare la sfida rappresentata dall’invecchiamento
della popolazione, motivando i lavoratori a mantenersi attivi, nonché migliorando il rapporto fra i sistemi
di protezione sociale e il mercato del lavoro.
I sistemi fiscali e previdenziali vanno riformati allo scopo di rendere vantaggioso lavorare, di consentire ai
lavoratori di trovare impieghi a tempo pieno e di buona qualità e di aiutarli a risparmiare, per garantire
loro una pensione piacevole e attiva. Occorre però sorvegliare attentamente l’equilibrio fra i salari reali e
l’andamento dell’inflazione, in modo da evitare crescite salariali ingiustificate.
Gli Stati membri devono garantire la coerenza delle proprie strategie: è particolarmente importante che i
nuovi paesi adottino politiche volte a mantenere i disavanzi delle partite correnti entro margini in cui è
possibile garantire un solido finanziamento esterno e, per perseguire quest’obiettivo, è essenziale
procedere a restrizioni di bilancio. Inoltre, le risorse devono essere investire in settori capaci di
contribuire alla crescita, come la ricerca e sviluppo o le tecnologie dell’informazione e della
comunicazione.
Soprattutto per i nuovi Stati membri, i regimi e meccanismi di cambio come ERM II dovrebbero rimanere
parte integrante della politica monetaria: nel lungo periodo, la partecipazione a tali regimi contribuirà ad
accelerare l’adozione dell’euro e il completamento dell’unione monetaria.
Indirizzi di politica economica 2008-2010 (download)
Interim Forecast - January 2009 (download)
Raccomandazioni politiche economiche 2009 (download)
Previsioni ripresa economica (download)
Remunerazione servizi finanziari - IT (download)
Proposal Directive Alternative Investments Fund Managers (download)
Prodotti d'investimenti al dettaglioi IT30.04.09 (download)
Previsioni di primavera - EN (download)
» Mercato Unico
Il mercato unico e la crisi economica
Il mercato unico è un successo accertato e senza eguali: “uno spazio senza frontiere
interne” in cui le persone, le merci, i servizi e il capitale possono circolare liberamente.
Esso ha portato un effettivo valore aggiunto in quanto mezzo per stimolare la crescita
economica, favorire la creazione di posti di lavoro nonché promuovere il perseguimento di
più ampi obiettivi europei in materia sociale e ambientale. Dal novembre 2007 la
Commissione lavora con tutte le parti interessate per attuare un programma di misure
concrete dirette a far sì che il mercato unico continui a produrre risultati per l’Europa. Il
riesame del mercato unico ha posto i cittadini, i consumatori e le PMI al centro delle
decisioni politiche. Esso ha iniziato a modernizzare il modo in cui il mercato unico realizza
questi risultati: con più strumenti basati su dati concreti e attraverso la collaborazione con
gli Stati membri.
In questo momento le economie e le società in Europa e nel mondo si trovano di fronte a
sfide senza precedenti. La crisi finanziaria sta avendo serie ripercussioni sull’economia in
generale, sino a portare ad una grave recessione. Condurre l’UE rapidamente e
risolutamente verso una ripresa sostenuta dipende dalla nostra capacità di mobilitare tutti i
mezzi disponibili. Ecco perché è così importante attuare il piano d’azione europeo per la
ripresa e la riforma approvato dal Consiglio europeo del 12 dicembre 2008. In questo
momento cruciale è essenziale che tutti gli Stati membri riaffermino il loro impegno a far
valere i principi del mercato unico. Condizioni di concorrenza eque per tutti si sono
dimostrate come la base migliore per la governance nell’UE, garantendo economie di
scala, trasparenza e parità di trattamento. La Commissione europea continua con vigore
ad applicare questi principi sulla base delle libertà sancite dal Trattato. Così facendo la
Commissione adempie ai suoi obblighi essenziali e garantisce che il mercato unico
rimanga, oggi come in futuro, il bene più prezioso dell’UE.
Il mercato unico, pilastro fondamentale della strategia di Lisbona per la crescita e
l’occupazione, costituisce una base eccezionale per il rilancio economico dell’Unione
europea. Insieme all’effetto stabilizzatore esercitato dall’euro, il mercato unico è uno
strumento vitale per attenuare l’impatto della recessione sull’economia reale. Un approccio
congiunto per il rilancio economico, attraverso una vera collaborazione con gli Stati
membri, produrrà i risultati migliori. Per ottenere il massimo dal mercato unico occorre
urgentemente continuare il lavoro di modernizzazione e rafforzamento avviato con il
riesame del mercato unico. Nel 2009 la politica del mercato unico migliorerà le condizioni
in cui operano le aziende per aiutare le imprese – in particolare le PMI – ad affrontare la
recessione. Essa stimolerà la fiducia dei consumatori e la domanda, tenendo anche conto
della dimensione sociale attraverso politiche che offrano opportunità, accesso e solidarietà
per tutti.
Un anno dopo aver elaborato il pacchetto sul riesame del mercato unico (v.
approfondimento “La revisione del mercato unico – un anno dopo” e tutti i documenti
connessi nella sezione “Il mercato unico al futuro” del DVD sulla Revisione del Mercato
Unico) e in vista del Consiglio europeo svoltosi il 19 e 20 marzo 2009, la Commissione
europea ha presentato un documento di lavoro (v. link di seguito) che mette in evidenza gli
sforzi significativi messi in opera per contribuire al rilancio dell’economia europea.
Il riesame del mercato unico ha individuato una serie di azioni necessarie per garantire
l’utilità e l’efficacia del mercato unico di fronte alle sfide del nostro moderno mondo
globalizzato. Alcune di queste azioni daranno tutti i loro dividendi soltanto nel medio o nel
lungo periodo. Fra queste possiamo citare in particolare: le iniziative dirette a migliorare la
protezione dei consumatori, a stimolarne la fiducia e ad offrire maggiori opportunità; le
iniziative dirette a creare condizioni che incoraggino le imprese ad assumere lavoratori, a
investire e ad innovare; le iniziative dirette a far progredire l’Europa sociale.
COMMUNICATION FOR THE SPRING EUROPEAN COUNCIL 4.3.09 (download)
Guidare la ripresa in Europa (download)
Financial markets IP-09-125_EN - 26.1.09 (download)
Commissione europea crisi IP-09-351_IT[1] 4.3.09 (download)
La CE adotta la strategia di Lisbona- IP gennaio 09 (download)
revisione del mercato unico - un anno dopo EN (download)
Upcoming financial reform proposals (download)
» Supervisione mercati finanziari
Comm on impaired assets IT (download)
lettura del Rapporto De Larosiere da parte della Comm. Europea (download)
Proposte COMM supervisione-IT (download)
rapporto De Larosiere (download)
Statement by the Informal Ecofin (download)
» Aiuti di stato
Aiuti di Stato alle misure adottate per le ist fin (download)
Aiuti di stato febbraio 09 IT (download)
Aiuti di stato IP-08-1495 EN (download)
Comunicazione della commissione - Quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'accesso al finanziamento nell'attuale situazione di crisi finanziaria ed economica (download)
Ricapitalizzazione delle banche (download)
» Crisi settore automobilistico
Far fronte alla crisi dell'industria automobilistica europea (download)
Impacts of the Financial and Economic Crisis on the Automotive Industry (download)
» Fiscalità
Taxation savings Ip-08-1697 (download)
Kovacs Speech (download)
MEMO-08-704 taxation savings (download)
» Aspetti sociali
Dimensione sociale IP-09-498_IT (download)
» L'Europa dei cittadini
Lamassoure summary EN (download)
Mission Lamassoure (download)
Propositions Lamassoure 0608 (download)
» Il futuro dell'Europa
Il Gruppo di Riflessione sul futuro dell'Europa nel periodo 2020/2030
Il Consiglio Europeo di Bruxelles del 14 dicembre 2007 ha deciso di istituire un Gruppo di Riflessione indipendente, con l'obiettivo di assistere l'Unione Europea nella ricerca di soluzioni alle nuove sfide da affrontare nel periodo compreso tra il 2020 e il 2030. Il Consiglio europeo ha affidato il compito di presiedere il Gruppo all'ex Primo ministro Spagnolo Felipe Gonzalez Marquez, coadiuvato da due Vice-presidenti, Vaira Viķe-Freiberga e Jorma Ollila.
Il Consiglio europeo di Bruxelles del 15-16 ottobre 2008 ha successivamente provveduto, su indicazione del Presidente e dei Vice-presidenti, alla nomina degli altri membri del Gruppo, che complessivamente è composto da dodici membri. Il Gruppo di Riflessione ha quindi tenuto la sua riunione inaugurale nel mese di dicembre 2008 e presenterà il suo rapporto alla riunione del Consiglio Europeo del giugno 2010.
Mandato
Il Consiglio europeo ha affidato al Gruppo il compito di identificare, prendendo come punto di partenza le sfide proposte nella Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, le questioni essenziali per lo sviluppo futuro dell'Europa e di analizzarne le tendenze possibili di sviluppo, anche alla luce dei trends di evoluzione del sistema internazionale, al fine di esaminare e suggerire politiche idonee a farvi fronte.
Le Conclusioni del Consiglio europeo presentano una lista indicativa dei temi che il Gruppo dovrà affrontare nel suo lavoro, tra le quali vi sono:
- Il rafforzamento e la modernizzazione del modello economico e sociale europeo;
- Il rafforzamento della competitivita' dell'Unione Europea;
- La stabilita' del sistema internazionale;
- L'evoluzione dello stato di diritto;
- Lo sviluppo sostenibile;
- I flussi migratori;
- L'energia e la protezione del clima;
- La lotta all'insicurezza globale, al crimine internazionale e al terrorismo;
- Il miglioramento delle relazioni tra le istituzioni e cittadini.
Le Conclusioni del Consiglio europeo delimitano inoltre il campo d'azione del Gruppo per quanto riguarda gli aspetti istituzionali e finanziari. Da un lato, infatti, il Gruppo dovrà agire nel quadro del Trattato di Lisbona e non dovrà trattare nei suoi lavori delle questioni di natura istituzionale. Dall'altro, il Gruppo dovrà concentrarsi su temi di lungo periodo ed evitare di mettere sotto esame le politiche attuali o di trattare aspetti legati al prossimo quadro finanziario dell'Unione.
Composizione
Il Gruppo di Riflessione è presieduto da un Presidente, Felipe Gonzalez Marquez, che ne dirige i lavori e assicura il coordinamento, assistito nel suo ruolo da due Vice Presidenti, Vaira Viķe-Freiberga e Jorma Ollila. Fanno inoltre parte del Gruppo nove membri, scelti dal Consiglio europeo in base alla riconosciuta competenza nei loro campi rispettivi di lavoro e all'impegno europeo: Lykke Friis, Rem Koolhaas, Richard Lambert, Mario Monti, Rainer Münz, Kalypso Nicolaïdis, Nicole Notat, Wolfgang Schuster e Lech Walesa.
Il Gruppo inoltre e' supportato nello svolgimento del suo lavoro da un Segretariato guidato dal Segretario Generale, Ziga Türk.
Organizzazione dei lavori
Il Gruppo di Riflessione ha inaugurato i suoi lavori nel Dicembre del 2008 e si riunisce con una cadenza mensile. In virtù del suo carattere di indipendenza dalle istituzioni europee, dai governi degli Stati membri e dagli interessi nazionali, il Gruppo e' responsabile dell'organizzazione del proprio lavoro. Il calendario dei lavori prevede una fase di ascolto e di riflessione nel corso del 2009, a cui seguirà una fase di confronto interno al Gruppo sulle varie opzioni e infine di redazione del rapporto. In linea con la richiesta formulata dal Consiglio europeo, il Gruppo dovrà presentare il suo rapporto finale nei primi mesi del 2010 in vista della presentazione alla riunione del Consiglio Europeo del Giugno dello stesso anno.
Bruxelles, 14.12.08 (download)
Bruxelles 16.10.08 (download)
Dichiarazione di Berlino 25.3.07 (download)
Divulgativi:
How to save the market economy in Europe (download)
Come funziona l’Unione europea (download)
Investire nel nostro avvenire comune - Il bilancio dell'UE (download)
La politica fiscale nell'UE (download)
L'Europa e il suo bilancio. A cosa servono i vostri soldi (download)
L'Unione Europea e il commercio internazionale (download)
Puntare alla crescita - l'Economia nell'UE (download)
Una vita più facile - I mille vantaggi del mercato unico (download)
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